IL Mercato Assicurativo Italiano
Il mercato assicurativo italiano è stato spesso accusato di essere poco concorrenziale e trasparente. In effetti, la complessità di un mercato così variegato rende difficile per il cittadino comune muoversi fra tante opzioni diverse. Per orientarsi e operare scelte consapevoli occorre informarsi e dedicare tempo alla valutazione delle alternative. Solo chi riesce a trovare le giuste fonti di informazione può riuscire a beneficiare della vastità di offerte che circolano e trasformare quella che altrimenti sarebbe solo una sconfortante confusione di possibilità indistinte in una miniera di opportunità di risparmio e convenienza. Ormai il panorama non è più vincolato ai soli operatori tradizionali italiani: sul nostro mercato si stanno sempre più affacciando compagnie straniere, alle quali poi
si affiancano anche società italiane in grado di rapportarsi in modo diretto al cliente usando internet e il telefono. In questo panorama, esiste anche la facoltà di rivolgersi a promotori finanziari o di andare in banca per acquistare prodotti assicurativi.
Assicurarsi, oggi, in Italia, significa entrare in un mercato vasto, con abbastanza opportunità da perdersi. Significa anche avere a che fare con un processo di concentrazione, che fa sì che spesso compagnie diverse facciano parte dello stesso gruppo assicurativo. Si tratta di un rischio per la libera concorrenza ma anche di una concreta possibilità di razionalizzare (e quindi migliorare) l'offerta. Tra le scelte che bisogna effettuare c'è anche quella dell'accesso alla compagnia: meglio rivolgersi a canali tradizionali, come le agenzie e i broker plurimandatari oppure andare in banca, dove sempre più spesso ci sono settori dedicati alla vendita di prodotti assicurativi e bancassicurativi? O perchè non saltare piuttosto gli intermediari, usando internet o il telefono?


Se per il settore RCA, assicurazione di responsabilità civile per le auto, le agenzie continuano a dominare, con quote di mercato sopra l'80%, le banche ormai sono il numero uno per la vendita di prodotti ramo vita. A vigilare su questo complesso mercato, in Italia, c'è un organismo indipendente, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, noto come ISVAP. Questo Istituto, previsto da una legge del 1982, ha sede a Roma, in Via del Quirinale. L'attuale presidente è Giancarlo Giannini. I suoi obiettivi sono la stabilità del mercato, la trasparenza dei prodotti, la tutela degli assicurati. Un'altra funzione fondamentale dell'ISVAP è tenere l'albo delle compagnie assicurative private e concedere l'autorizzazione per quelle nuove.


Complessivamente, in Italia operano 172 imprese assicurative sottoposte alla vigilanza dell'Isvap. In Italia operano anche altre 73 imprese (in maggioranza inglesi) che, avendo la loro sede legale nella UE, secondo la normativa europea possono lavorare in Italia senza essere iscritte all'albo Isvap. Una curiosità è che, entrando nell'area della Comunità Europea, anche economie lontane come quella bulgara e rumena cominciano ad affacciarsi nel nostro mercato assicurativo, rispettivamente con due e una richiesta di abilitazione all'ISVAP. Un'ulteriore categoria è quella delle imprese esterovestite o cross border. Si tratta di imprese di diritto straniero appartenenti però a gruppi italiani, le quali operano in libera prestazione di servizi. Avendo sede nella UE, per le normative europee sono sottratte alla vigilanza dell'ISVAP.


Il giro d'affari dei premi assicurativi, al termine del 2007, è stato di 120.135 milioni di euro, dato in flessione del 7% rispetto al 2006, soprattutto per quanto riguarda il ramo vita. Il peso del settore assicurativo sul Prodotto Interno Lordo è del 5%, vale a dire che ogni 100 euro spesi in Italia, 5 di questi vanno a una compagnia di assicurazione. Il comparto dominante rimane quello Rca, che assorbe il 21% dell'intero mercato assicurativo. Il volume dei prodotti per la previdenza complementare continua a crescere a tassi impressionanti (con un aumento del 126% dal 2006 al 2007), ma rimane ancora modesto in termini assoluti, con appena 720 milioni di euro. Uno dei fenomeni che è importante conoscere, riguardo al mondo assicurativo, è quello della concentrazione dei capitali: in Italia i 5 maggiori gruppi assicurativi raccolgono oltre il 55% dei premi, dato che forse dà ragione a chi vorrebbe maggiore concorrenza e trasparenza.
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