Il respiro: fonte e principio di vita


Nonché vettore primario di benessere personale e consapevolezza di sé. La nuova tappa del mio pluriennale percorso di apprendimento scientifico e pratica clinica specialistica con l’attenzione sempre rivolta per prima cosa alla persona.

Recentemente ho avuto modo di approfondire un aspetto della scienza medica, con impatti notevoli nel contesto della salute mentale e del benessere psico-fisico di pazienti con deficit comportamentali evidenti (rami della medicina in cui ho raggiunto traguardi specialistici tali da consentirmi l’avviamento di un’attività professionale ormai collaudata e nel contempo la profonda passione per la ricerca e l’evoluzione metodologico-scientifica degli strumenti e delle conoscenze in mio possesso), che pone in primo piano l’importanza vitale del respiro, della respirazione consapevole, quale cardine imprescindibile, vettore fondamentale di salute psicofisica e benessere.

Mi sono avvicinata a questa tematica, grazie al vivo interesse personale dimostrato verso il complesso campo delle tecniche respiratorie insegnate da Mike Marić, e seguendo le sue lezioni ho avuto modo di conseguire il diploma di docenza presso la Medical Breath University (MBU).

Si tratta di un’interpretazione innovativa ed efficace della scienza del respiro, in cui la rieducazione del soffio vitale in soggetti con malessere esistenziale determinato da problemi neurologici o psichici o psichiatrici, o con problematiche di altra tipologia patologica (inerenti, per esempio, il cuore, la circolazione, la pressione del sangue, ecc.) possono trovare giovamento al 100% (anche integrandosi con altre specifiche terapie farmacologiche), recuperando e ripristinando una dimensione esistenziale personale, rintracciabile in un processo di guarigione graduale, ma documentata e accertata sul piano clinico, verso la quale ho voluto fornire anch’io un contributo originale e operativo.

Mediante, cioè, un’indagine attenta, puntuale e periodica, condotta su un certo numero di determinati pazienti, la cui criticità, nell’ambito della salute psichico-relazionale e comportamentale, destava seri problemi compromettenti. In un lasso di tempo equivalente a un periodo di osservazione di tre mesi, tramite incontri brevi cadenzati con ciascuno dei soggetti avuti in cura, sono riuscita a riportare ognuno di loro a uno stato di benessere ottimale, in virtù di un approccio medico al respiro e alla respirazione, in cui l’applicazione del metodo di Marić ha riscontrato il pieno successo delle sedute. Successo che ritengo di aver raggiunto con un cammino di guarigione clinica dei pazienti, in cui ho proceduto, apportandovi anche un mio contributo originale.

Quest’ultimo si è realizzato, grazie a un procedimento metodologico portato avanti di mia iniziativa, che orienta o focalizza l’essere della persona su di un piano spirituale, oltre che mentale, fisico, emozionale e comportamentale. Ho inteso dare al paziente una chance in più verso la guarigione, stimolando l’ascolto di sé identitario, attraverso pure un’esplorazione e una scoperta consapevoli del suo mondo interiore, inteso come uno spazio sacro cui accedere e in cui abitare per la riabilitazione completa del sé.

Di qui il ricorso o il richiamo alla spiritualità, come ulteriore modalità di accesso e di percorso alla piena consapevolezza del potere terapeutico del respiro, delle potenzialità curative insite nella respirazione consapevole. Mi auspico che tale contributo, comprovato da una documentazione scientifica ineccepibile, esposta nel dettaglio in una mia relazione finale, non solo avvalori maggiormente la mia competenza medica e didattica, ma possa diventare anche oggetto e stimolo ulteriori d’indagine scientifica nel campo della ricerca medica per quanto concerne la scienza del respiro.

Inoltre, possa rientrare a pieno titolo nel mio bagaglio esperienziale, professionale specialistico, in modo che, in sede di lavoro di squadra e di corsi di apprendimento e formazione, la sensibilità acquisita, le conoscenze scientifiche e la pratica clinica da me sviluppate ed elaborate, siano materia di condivisione critica tra colleghi e operatori sanitari. I quali, tutti e insieme, devono avere a cuore sempre e prima di ogni altra cosa la persona del paziente, nella sua complessa unità di mente, corpo e spirito, al fine di accompagnarlo in modo completo e consapevole verso la guarigione, verso un sano ristabilimento integrale della sua personale condizione di benessere, attraverso l’applicazione indotta e auto indotta dei metodi terapeutici, facenti capo alla scienza del respiro, e che hanno come loro artefice di eccellenza Mike Marić.

Agnese Cremaschi