Nel medioevo la medicina alternativa era molto seguita, studiata e praticata

Altro che dark age! A dare prova che quell’epoca storica, definita medioevo, circoscritta per convenzione dagli studiosi e dagli accademici nell’arco temporale di dieci secoli, che vanno dal V al XV, fosse un’età di sperimentazioni e progressi in continua evoluzione, anche la medicina, intesa come scienza e pratica medica lo può attestare. In virtù di tutta una serie di fonti e documenti dai quali e con i quali si evince come, nel campo scientifico, sociale e culturale, l’ars medicandi fosse tutt’altro che rudimentale e primitiva.

Uno studio approfondito, condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi della Binghamton University di New York (in collaborazione con altri enti e istituti accademici), ha dato modo di scoprire che tantissimi erano coloro che si occupavano di indagare le patologie, curare i più diversi disturbi, preparare rimedi terapeutici, confezionare ricette, fabbricare cosmetici, e così via. Una tendenza, prevalente in una larga fascia di popolazione, che potrebbe essere paragonata a quella attuale, riscontrabile e riversatasi nei social. Con i suoi pro e contro. Naturalmente.

Gli studiosi hanno esaminato centinaia di manoscritti di argomento medico, risalenti fino al X e XI secolo. L’esito di questa ricerca storica promossa dalla British Academy, si può consultare on line attraverso la dicitura: Corpus of Early Medieval Latin Medicine.

Meg Leja, docente di Storia politica e culturale dell’Europa tardoantica e medievale alla Binghamton University (e autrice tra l’altro di pubblicazioni, tra cui spicca il suo saggio “Embodying the Soul: Medicine and Religion in Carolingian Europe”), ha infatti dichiarato che «Le persone interessate alla medicina, in quel contesto storico specifico, si possono quantificare in maniera molto più ampia e complessa di quanto si presumesse in passato». Tanto è vero che la stessa studiosa sottolinea, prendendo in mano i diversi documenti analizzati (“carta canta”: si potrebbe insinuare), che chi affrontava la medicina con un taglio scientifico o con un approccio terapeutico evidente – ed erano moltissimi – avevano l’abitudine di adottare metodi di osservazione sorprendenti e di prendere appunti in modo puntuale, onde creare i presupposti e le basi di una clinica medica efficace, affidabile, autorevole.

Tale attitudine è stata constatata in una grande quantità di manoscritti, rilevata in appunti presi a margine di testi, però, pure di tutt’altro tenore: teologici, poetici, filologici, letterari, cronachistici. Ciò confermerebbe o suffragherebbe l’ipotesi emersa in tale studio, ossia che la gente del medioevo, chierici e laici, si interessava enormemente a ricette e pratiche mediche, soprattutto attinenti e riferite alla medicina naturale (adottando e applicando erbe e altre sostanze naturali).

Perciò cosmesi e trattamenti relativi alla cura del corpo e alla buona salute del paziente costituivano l’oggetto d’argomento medico più diffuso, come lo è oggi nell’epoca dei social, entrato a far parte della cultura e pratica medica medievale nei termini di medicina alternativa. Un’esperienza clinica che, dunque, a quanto pare, risale a molti secoli addietro.

La ricerca storica in questo campo è destinata a proseguire anche nell’individuazione e analisi più approfondita di ulteriori manoscritti, che corroborino ancora di più l’inclinazione, in chiave anche scientifica, esistente in modo prevalente e preminente nel medioevo, di tantissime persone, le quali manifestavano un nutrito interesse per quelle pratiche e terapie basate sull’utilizzo e l’applicazione di rimedi naturali e ancora oggi sono in voga, come appunto anche nei social è ben documentato, e che prende il nome di medicina alternativa.

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