di Agnese Cremaschi
Tra il 2004 e il 2022 sono stati confezionate alcune analisi scientifiche, quantificate in 68 ricerche-studio, sui rischi connessi all’uso improprio e prolungato delle piattaforme social negli adolescenti, individuando e prendendo in esame un campione di popolazione giovanile non superiore ai 18 anni. Il periodo di tempo scelto è stato quello della pandemia da Covid 19. La Società italiana di Pediatria, che ha lanciato questo progetto, ha di conseguenza fatto alcune scoperte non molto lusinghiere, compromettenti la salute mentale e il disagio psichico e fisico di questi ragazzi, nei quali, abusando dei social in modo alquanto impressionante, si sono riscontrati evidenti tracce di alienazione, che, agli occhi dei loro psico-esaminatori, da come appaiono emersi nella ricerca condotta, profilano problemi di identità e crescita nei singoli giovani individui. La cui personalità è risultata distorta, vedendosi deformate l’autostima, la capacità critica, la consapevolezza di sé e di conseguenza la natura comportamentale e le capacità relazionali.
È noto che l’Acne si configura come una malattia cronica frequente in entrambi i sessi, e solitamente insorge con la pubertà. Coloro che ne sono soggetti hanno la caratteristica, a livello dello strato epidermico superficiale, di essere per lo più seborroici. Tale problema dermatologico persisterebbe nel tempo, con periodi di attenuazione e altri di accentuata acuità, anche per diversi anni.